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Ken Kyu Kai, sul tatami una festa per tutti

Ciao a Tutti, numeri importanti con tre ore di competizioni la mattina a squadre (sedici squadre ) da due a sei combattimenti inizio gara per tutti alle 9,30 come da programma fine alle ore 12,15 premiazioni comprese. Pausa con pizza insieme agli arbitri, offerta dall’organizzazione, e ripresa per la lotta a terra con inizio alle 14,30 duecentocinquanta atleti fine competizione ore 17,00 con una media di un’ora scarsa per categorie. Tutti premiati con medaglie da 70 mm o coppe da 16 cm trofeo alla società prima classificata, stecca di cioccolata per tutti. Pizzata la sera per 30 persone volontari che hanno dedicato una giornata per il nostro amato sport e per rendere felici 590 piccoli atleti che hanno partecipato gratuitamente allo stage con un campione, quest’anno Bianchessi. Questo con il contributo spese dell’iscrizione alla manifestazione di 10 € ………….. Ogni anno copriamo tutte le spese e siamo tutti soddisfatti in primis i bambini, genitori e Maestri. La gara è no coach per la tranquillità di tutti, arbitri compresi che per un piccolo rimborso devono farsi ore di tatami insieme ai presidenti di giuria. Per chi volesse qualche consiglio ed è in buonafede mi può chiamare e spero che a breve si possa fare un circuito in Lombardia con i parametri sopra elencati almeno per i NA e ES per evitare di lamentarci a posteriori che non ci sono più atleti che vogliono combattere. PS il confronto deve essere positivo per i ragazzi, di pari livelli con gare anche tecniche e senza pressioni con più educazione e con un tempo di inizio e fine certo non più di 90-120 minuti. Antonio Pitrelli

Sul tatami del PalaSomma 580 piccoli atleti per il Trofeo del Ken Kyu Kai

SOMMA LOMBARDO – Con il patrocinio della Regione Lombardia, ASC regionale, il Comune di Somma Lombardo e alla Polisportiva Sommese, anche quest’anno si è svolto con il consueto grande successo il “XXXVI° trofeo città di Somma Lombardo” e V° Memorial Di Paola Antonio manifestazione nazionale di judo organizzata dall’Asd Ken Kyu Kai. Il programma è iniziato il sabato con dimostrazioni di karate, paourkur e judo, seguite dallo stage tenuto dal’olimpionico allenatore della nazionale Paolo Bianchessi e dal maestro Antonio Pitrelli.

580 atleti sul tatami

Domenica mattina si è svolta la gara a squadre con 16 club partecipanti, il pomeriggio, invece la gara individuale di lotta a terra con un totale di 27 club con 580 atleti. Lunedì 26 seminario “Judo e Karate: non solo sport” per una inclusione reale con il contributo e patrocinio della Fondazione Cariplo e la Regione Lombardia che ha visto la partecipazione di 450 alunni.

PER MIGLIORARE IL RENDIMENTO SCOLASTICO BISOGNA PRATICARE SPORT IN GENERALE E JUDO IN PARTICOLARE ………. MEGLIO SE QUOTIDIANAMENTE !!!!! 

L’ATTIVITA’ MOTORIA DEVE ESSERE LO STRUMENTO DI STUDIO PREFERITO PER MIGLIORARE LE ALTRE INTELLIGENZE, OLTRE ALLE COMPETENZE SCOLASTICHE E QUELLE LAVORATIVE.

In 40 anni d’insegnamento come maestro di judo e come insegnante di educazione motoria ho avuto la fortuna di poter osservare decine di migliaia di allievi durante l’attività sportiva. Attraverso la condivisione della pratica sportiva quotidiana con numerosi alunni, ho potuto notare come ci sia una relazione tra l’intelligenza motoria e le altre capacità di apprendimento (QI quoziente intellettivo) e le manifestazioni caratteriali (QE quoziente emozionale). Il linguaggio del corpo è troppo spesso sottovalutato invece, è quello più sincero e immediato PER COGLIERE LE ABILITA’ MOTORIE, LE CAPACITA’ COGNITIVE E LE MANIFESTAZIONI EMOZIONALI DEGLI STUDENTI. Questa riflessione mi ha permesso di elaborare strategie efficaci, soprattutto verso gli allievi problematici, sia a livello educativo che didattico, prima che loro esprimessero verbalmente i loro disagi. Potenziando e migliorando le carenze dei loro schemi motori decisamente migliorati sia il rendimento scolastico, sia quello lavorativo come pure la gestione emozionale.
Lo psicologo Howard Gardner asserisce che ci sono diversi tipi di intelligenza. Secondo lo studioso gli uomini si distinguono perché portatori di intelligenze multiple diverse e corrispondenti a formae mentis distinte e precise, per esempio l’intelligenza linguistico-verbale, l’intelligenza logico-matematica, l’intelligenza musicale, l’intelligenza interpersonale, l’intelligenza emozionale, intelligenza corporea-cinestetica e altre.
Il significato di intelligenza corporeo-cinestetica consiste nella capacità di usare il proprio corpo in modi molto differenziati e abili, per fini espressivi oltre che concreti: lavorare abilmente con oggetti, tanto quelli che implicano movimenti fini delle dita, quanto quelli che richiedono il controllo dell’intero corpo.
Per cui attraverso il movimento e con gli sport situazionali, il judo ad esempio è un’attività completa sotto questo punto di vista, si migliorano sensibilmente tutte le altre intelligenze, contribuendo a renderci studenti, lavoratori e cittadini migliori.
Gardner arriva a sostenere l’equivalenza perfetta dell’intelligenza corporeo-cinestetica con tutte le altre tipologie di intelligenza, affermando che ci sono altri linguaggi oltre alle parole, ad esempio il linguaggio dei simboli o il linguaggio della natura. Si può quindi riuscire a comunicare non solo verbalmente ma anche attraverso il linguaggio del corpo.
Purtroppo, nella tradizione culturale moderna c’è stata una disgiunzione radicale tra le competenze intellettive, quelle motorie e pratiche che da un lato ha portato ad un incremento notevole delle attività teoriche e visive (tablet, telefonini, PC ect) e dall’altro ad un calo sensibile delle pratiche manuali e motorie, che sono proprie della nostra natura.
Queste considerazioni, supportate dalla mia esperienza professionale, mi portano ad affermare che ci dovrebbe essere una seria riflessione sulle programmazioni scolastiche. A mio avviso i cambiamenti attuabili sarebbero ad esempio incrementare le materie pratiche (educazione motoria, educazione artistica, educazione musicale, educazione tecnica) e sperimentazioni pratiche sia in termini di ore che come metodologia di insegnamento. Questo, con un adeguato rinnovamento dei programmi, porterebbe senz’altro ad un miglioramento del livello della nostra scuola sotto vari ambiti.
Per mia esperienza pratica, rafforzata da test su migliaia di alunni, con semplici esercizi di coordinazione si possono individuare le carenze delle varie intelligenze e attraverso un’attività sportiva mirata si possono migliorare le prestazioni di tutte le intelligenze.
Per questo motivo ritengo che per potenziare le capacità di apprendimento degli studenti bisognerà aumentare le loro ore settimanali di attività sportiva e delle materie che prevedono attività pratica (musica, arte e laboratori) esse infatti amplificherebbero anche le potenzialità del nostro cervello matematiche e linguistiche comprese.
Mi piacerebbe non dover più sentire queste frasi: ‘’Non può venire ad allenarsi perché deve studiare’’ (genitori), ‘’ invece di fare sport pensa a studiare’’ (professori) ‘’ oggi niente motoria siete agitati’’ (maestre delle elementari) ……. Credo nella meditazione e riflessione.

Antonio Pitrelli

Judo a scuola

Il judo è una disciplina i cui metodi di insegnamento mirano a indicare una via, un modo di essere, uno stile di vita che conduca il Judoka ha raggiungere il meglio di se stesso. Questo è proprio ciò che si prefigge di raggiungere anche la Scuola come proposta educativa e didattica; cerchiamo pertanto di evidenziare quali punti di contatto e quali affinità condividono le due realtà.

Nel Judo l’ambiente , il dojo, definisce uno spazio che esige ordine, pulizia e rispetto da parte di chiunque ne usufruisca e restituisce agli stessi, la loro tutela, il silenzio e l’accoglienza. La cura di questo ambiente, che è stabile e non dovrebbe essere smantellato di volta in volta, indica anche il rispetto che ogni fruitore ha verso se stesso e gli altri che con lui condividono il luogo. Allo stesso modo le aule delle scuole dovrebbero rispecchiare il piacere di accogliere i propri allievi nella pulizia, ordine e funzionalità, e  chi ne usufruisce dovrebbe interiorizzare la necessità di mantenere l’ambiente in cui agisce il più accogliente possibile per se stesso e per gli altri.

Nel Judo il saluto è un’espressione di rispetto per la “casa”, per chi la condivide e per l’uso che se ne fa, esprime la disposizione d’animo di chi arriva nei confronti di ciò e di chi trova . A scuola questo atteggiamento dovrebbe essere praticato con la stessa serietà da parte di tutti, perchè esprimerebbe il rispetto dei ruoli l’accettazione dell’altro e la conferma della presenza di chi c’è e di cui pertanto la scuola si fa carico quotidianamente.

Nel Judo il cerimoniale, le regole di comportamento e l’atteggiamento da avere sono parte imprescindibile della disciplina, indicano cioè il primo apprendimento che forma l’animo dell’allievo senza il quale non si potrebbe procedere oltre. Allo stesso modo il tempo che si dovrebbe dedicare nell’insegnamento, alla trasmissione delle regole di condivisione e di rispetto per la vita della scuola, dovrebbe ritenersi aspetto  prioritario e integrante di ogni sapere.

Infine nel Judo il maestro è un uomo che merita tale attribuzione, vale a dire che incarna nel suo atteggiamento, nel suo stile nelle sue espressioni cio che è pronto a trasmettere, per questo si prende cura di se, perchè il suo star bene il suo migliorarsi lo rende portatore sano del miglioramento degli altri, pertanto migliorarsi per migliorare . Non dico altro il parallelo con la scuola si fa da se.

Mariangela Di Rocco Maestra scuola d’infanzia